La lavagna della settimana scorsa
Carte da decifrare: congiuntivo e condizionale
Ivano Fossati - Carte Da Decifrare
https://www.youtube.com/watch?v=fdo8CdODfCA
L'amore è tutto carte da decifrare
E lunghe notti e giorni per imparare
Io se …………………. una penna ti scriverei
Se avessi più fantasia ti ………………………………
Su fogli di cristallo da frantumare
E guai se …………… un coltello per tagliare
Ma se ……………… più giudizio non lo negherei
Che se avessi casa ti ……………………..
Che se facesse pioggia ti ……………….
Che se facesse ombra ti ci …………….
Se …………………… un vero viaggiatore t'avrei già
incontrata
E ad ogni nuovo incrocio mille volte salutata
Se fossi un guardiano ti ………………
Se fossi un cacciatore non ti caccerei
Se ………………. un sacerdote come un'orazione
Con la lingua tra I denti ti pronuncerei
Se ……………… un sacerdote come un salmo segreto
Con le mani sulla bocca ti …………………………
Se …………… braccia migliori ti costringerei
Se avessi labbra migliori ti ………………
Se avessi buona la bocca ti ………………
Se avessi buone le parole ti ………………..
Ad un angolo di strada io ti fermerei
Ad una croce qualunque ti inchioderei
E invece come un ladro come un assassino
Vengo di giorno ad accostare il tuo cammino
Per rubarti il passo, il passo e la figura
E amarli di notte quando il sonno dura
E amarti per ore, ore, ore
E ucciderti all'alba di altro amore
E amarti per ore, ore, ore
E ucciderti all'alba di altro amore
Perché l'amore è carte da decifrare
E lunghe notti e giorni da calcolare
Se l'amore è tutto segni da indovinare
Perdona
Se non ho avuto il tempo di imparare
Se io non ho avuto il tempo
Di imparare.
Il Natale
Il Natale si festeggia il 25 dicembre ed è la
festa più importante in Italia. Le scuole rimangono chiuse, in genere, dal 23
dicembre al 6 gennaio. In questo periodo c’è chi parte per la montagna, per
andare a sciare sulle Alpi che sono piene di turisti; si dice che partono per
la settimana bianca.
Il giorno prima di Natale è chiamato Vigilia e la cena della vigilia è una delle più importanti e prende il nome di cenone. I negozi chiudono prima nel giorno della vigilia mentre tutto resta chiuso i giorni 25-26 dicembre.
Per il cenone della vigilia e per quello natalizio, in Italia si cucina moltissimo, soprattutto pesce. Allo stesso modo, durante tutto il periodo di festa, si preparano o si comprano dolci particolari, come il panettone, il pandoro o il torrone.
L’albero viene preparato, di solito, l’8 dicembre che è la festa dell’Immacolata Concezione.
Il giorno prima di Natale è chiamato Vigilia e la cena della vigilia è una delle più importanti e prende il nome di cenone. I negozi chiudono prima nel giorno della vigilia mentre tutto resta chiuso i giorni 25-26 dicembre.
Per il cenone della vigilia e per quello natalizio, in Italia si cucina moltissimo, soprattutto pesce. Allo stesso modo, durante tutto il periodo di festa, si preparano o si comprano dolci particolari, come il panettone, il pandoro o il torrone.
L’albero viene preparato, di solito, l’8 dicembre che è la festa dell’Immacolata Concezione.
Insieme all’albero spesso viene fatto anche il presepe che è la rappresentazione della
natività di Gesù. In Italia si organizzano molte mostre con i presepi, anche
particolari, e la più famosa è sicuramente la mostra di Napoli. Il
presepe, è un vero classico della tradizione natalizia italiana che
affonda le radici nei secoli scorsi, che risale al 1223, quando San Francesco
realizzò la prima rappresentazione del genere nella notte tra il 24 e il 25
dicembre.
Il 26 dicembre, il giorno dopo Natale, è
chiamato Santo Stefano, dal
nome del primo martire cristiano. La sera di S. Stefano spesso si mangia tutto
quello che è rimasto delle due cene precedenti.
A ogni regione e città, le sue
tradizioni, anche dal punto di vista gastronomico.
La tradizione del ceppo di Natale è ancora viva in Liguria, ma anche in Abruzzo, dove ci sono ancora rappresentazioni e manifestazioni dedicate al ceppo natalizio da ardere.
La tradizione del ceppo di Natale è ancora viva in Liguria, ma anche in Abruzzo, dove ci sono ancora rappresentazioni e manifestazioni dedicate al ceppo natalizio da ardere.
Santa Lucia i 12-13
dicembre
Santa Lucia era
una giovane siracusana vissuta attorno al III-IV.
Per
ringraziare Dio di avere guarito sua madre, si dedicò a distribuire i beni
della sua cospicua dote ai più poveri, percorrendo i lunghi e angusti cunicoli
delle catacombe, con una lampada fissata al capo.
Il fidanzato
abbandonato non accettò e si mise ad accusare l’ex-fidanzata, davanti al
terribile prefetto, di essere cristiana. Erano gli anni nei quali il
cristianesimo era ferocemente perseguitato da Diocleziano;
Arrestata, minacciata e
torturata, si proclamò comunque seguace di Cristo.
La leggenda
popolare racconta che durante la notte tra il 12 ed il 13 dicembre, Santa Lucia
passa per tutte le case, con un asinello, per distribuire ai bambini buoni dei
doni.
Per riceverli, i
bambini devono preparare della paglia per nutrire l’asinello e disporla sotto
la cappa del camino, dal quale la Santa scende.
Poi devono andare
subito a letto, chiudere gli occhi, perché la Santa non vuole farsi scorgere ed
addormentarsi canterellando delle filastrocche. Ai bimbi disubbidienti, che
Santa Lucia trova ancora svegli per cercare di vederla, getta della cenere
negli occhi e passa oltre senza lasciare nessun dono.
Per cercare d’ingolosire
l’asinello ed invogliare la Santa a lasciare a loro ancora più regali, alcuni
bambini appendono alle finestre dei mazzetti di carote.
Nel bresciano la
canzoncina dedicata alla santa è:
Santa Lucia bella
dei bimbi sei la stella,
pel mondo vai e
vai e non ti stanchi mai;
trova la
porticina di questa mia casina,
poi continua la
strada per tutta la contrada,
poi continua il
tuo viaggio per tutto il mio villaggio.
A tutti i bimbi
buoni Tu porta dolci e doni,
ma i regali più
belli portali ai poverelli.
Molto sentita dai
siciliani, soprattutto a Siracusa, essendo la Santa siracusana e Patrona della
città. Il 13 dicembre, data in cui ricorre l’anniversario del suo martirio, Siracusa
espone ricchi drappi e tappeti ai balconi dei suoi palazzi, illuminandosi di
ceri per onorare la solenne processione della statua d’argento
della Santa.
La statua,
alta quasi 4 metri, racchiude in una teca d’oro dei preziosi frammenti delle
costole di Santa Lucia, le cui spoglie sono conservate a Venezia. La grande
processione accompagna il simulacro sino alla Basilica di Santa Lucia al
Sepolcro, dove rimane esposta. La festa si conclude il 20 dicembre col rientro
della statua alla Cattedrale, portata in spalla dai “berretti verdi” della
Confraternita dei falegnami.
Il 20 dicembre, la città usa anche ospitare una
“Lucia di Svezia”, cioè una ragazza svedese che presenta il capo cinto di una
corona di candele, rappresentando Lucia.
In tutta la
Sicilia, il 13 dicembre, non si mangia pane, ma solo legumi e verdure, in segno
di penitenza. Pare che questa tradizione sia nata in memoria di una carestia
che afflisse la Sicilia nel XVIII secolo, finendo proprio grazie all’intervento
miracoloso della martire che convogliò sull’isola una flotta di navi
cariche di frumento.
È celebrata
soprattutto nei paesi scandinavi, in particolar modo in Svezia.
Non si sa bene perché la Santa siciliana fosse così
onorata nella lontana e fredda Svezia. Si racconta che avesse visitato
personalmente il Paese, o che furono i missionari cristiani a parlare di lei al
popolo, diffondendone il culto.
Dal 1950
la festa svedese è collegata a quella siciliana, sicché la Lucia svedese si
reca a
Siracusa per partecipare alla processione che conclude i festeggiamenti in
onore della Santa.
E la Befana il 6 di gennaio!
Il Capodanno
Ogni regione, ogni città, addirittura ogni piccolo paesino ha le proprie
tradizioni per festeggiare il Capodanno in maniera assolutamente inconsueta e
strabiliante.
Una delle tradizioni più antiche e particolari è quella di spaccare a terra dei cocci (piatti, bicchieri, vassoi) a
mezzanotte come rito di eliminazione del male, fisico e morale, accumulatosi
nell’anno trascorso.
L’usanza è variamente diffusa in Italia ed è ancora viva
in grandi città come Napoli, spesso con danni alle automobili in sosta e
talvolta anche agli incauti passanti. Ai cocci rotti, poi, si accompagnano gli
spari, i botti, col duplice significato di cacciare gli spiriti maligni, e di
esprimere tutta l’allegria dell’avvento del nuovo anno.
C'è anche l'usanza di mangiare le lenticchie, di
solito accompagnato da un buon cotechino.
Anticamente era tradizione, all’ultimo dell’anno, regalarsi dei portamonete
colmi di lenticchie con l’augurio che si potessero trasformare poi in monete
d’oro.
Ingoiando un chicco d’uva al secondo per un totale di 12
chicchi che simboleggiano i 12 mesi dell’anno.
Ed ancora, la tradizione prevede
di intingersi il dito in un bicchiere di spumante,
rigorosamente italiano, e di passarlo dietro al nostro orecchio o quello della
persona a cui vogliamo augurare fortuna durante l’anno nuovo.
Che dire poi dell’usanza di indossare lingerie rigorosamente rossa la notte di Capodanno? Il rosso, oltre ad indicare amore e fortuna, è un ottimo amuleto per la fertilità sia femminile che maschile. Ma attenzione: la tradizione vuole che l’intimo utilizzato a Capodanno venga buttato via il giorno dopo.
(http://parliamoitaliano.altervista.org/capodanno/)
Il congiuntivo
Il congiuntivo
Il congiuntivo
“congiunge” (cioè riunisce) due frasi di cui una dipende dall’altra
(“principale” e “dipendente”).
Con il congiuntivo
si esprime:
1.
la possibilità (frasi
“ipotetiche”, dopo il “se”). Esempio: se potessi, verrei (“verrei”=condizionale,
che vedremo in un’altra lezione).
2.
l'opinione personale (frasi dichiarative, dopo il “che” e certe
congiunzioni “concessive”, “condizionali”, “eccettuative” ecc):
la paura, il
dubbio, il desiderio, la volontà, la speranza, il piacere ecc., cioè ciò che è soggettivo e/o incerto. Esempio: penso che tu abbia
ragione.
3.
nelle interrogative indirette, per esprimere
dubbio, o particolare interesse. Esempio: Nessuno sapeva chi fosse quell'uomo.
4.
Nelle frasi indipendenti il congiuntivo si
usa piuttosto raramente e serve per esprimere un desiderio (Esempio: Fosse vero!), un augurio (Es: Siate felici!), un dubbio (Es: Che sia successo qualcosa?), un
invito/un'esortazione (Es: Venga
pure!).
4 tempi:
presente
|
per il presente o il futuro
|
Credo che sia in casa - Credo che stasera esca
|
(adesso credo che adesso è in casa; adesso credo che dopo uscirà)
|
passato
|
anteriorità rispetto al
presente
|
Credo che abbia finito il lavoro
|
(adesso credo che in passato abbia finito)
|
imperfetto
|
contemporaneità rispetto al
passato
|
Credevo che fosse in casa
|
(nel
passato credevo che in quel momento esatto
fosse in casa)
|
trapassato
|
anteriorità rispetto al passato
|
Credevo che
avesse
finito il lavoro
|
(nel
passato credevo che avesse finito ancora prima)
|
Essere
|
Avere
|
||||||
Presente
|
Imperfetto
|
Presente
|
Imperfetto
|
||||
che io
|
sia
|
fossi
|
abbia
|
avessi
|
|||
che tu
|
sia
|
fossi
|
abbia
|
avessi
|
|||
che lei/lui
|
sia
|
fosse
|
abbia
|
avesse
|
|||
che noi
|
siamo
|
fossimo
|
abbiamo
|
avessimo
|
|||
che voi
|
siate
|
foste
|
abbiate
|
aveste
|
|||
che loro
|
siano
|
fossero
|
abbiano
|
avessero
|
|||
PRESENTE-PASSATO:
Verbi regolari
|
Amare
|
Scrivere
|
Sentire
|
Finire
|
||||
Pres.
|
Passato
|
Pres.
|
Passato
|
Pres.
|
Passato
|
Pres.
|
Passato
|
|
che io
|
am i
|
abbia amato
|
scriv a
|
abbia scritto
|
sent a
|
abbia sentito
|
fin isca
|
abbia finito
|
che tu
|
am i
|
abbia amato
|
scriv a
|
abbia scritto
|
sent a
|
abbia sentito
|
fin isca
|
abbia finito
|
che lei/lui
|
am i
|
abbia amato
|
scriv a
|
abbia scritto
|
sent a
|
abbia sentito
|
fin isca
|
abbia finito
|
che noi
|
am iamo
|
abbiamo amato
|
scriv iamo
|
abbiamo scritto
|
sent iamo
|
abbiamo sentito
|
fin iamo
|
abbiamo finito
|
che voi
|
am iate
|
abbiate amato
|
scriv iate
|
abbiate scritto
|
sent iate
|
abbiate sentito
|
fin iate
|
abbiate finito
|
che loro
|
am ino
|
abbiano amato
|
scriv ano
|
abbiano scritto
|
sent ano
|
abbiano sentito
|
fin iscano
|
abbiano finito
|
PRESENTE-IMPERFETTO:
Verbi
regolari
|
Amare
|
Scrivere
|
Sentire
|
|||
Pres.
|
Imperf.
|
Pres.
|
Imperf.
|
Pres.
|
Imperf.
|
|
che io
|
am i
|
Am assi
|
scriv a
|
Scriv essi
|
sent a
|
Sent issi
|
che tu
|
am i
|
Am assi
|
scriv a
|
Scriv essi
|
sent a
|
Sent issi
|
che lei/lui
|
am i
|
Am asse
|
scriv a
|
Scriv esse
|
sent a
|
Sent isse
|
che noi
|
am iamo
|
Am assimo
|
scriv iamo
|
Scriv essimo
|
sent iamo
|
Sent issimo
|
che voi
|
am iate
|
Am aste
|
scriv iate
|
Scriv este
|
sent iate
|
Sent iste
|
che loro
|
am ino
|
Am assero
|
scriv ano
|
Scriv essero
|
sent ano
|
Sent issero
|
Esercizio 1 : prova
a coniugare: parlare, resistere, partire, preferire
Esercizio2 : sottolinea i verbi al congiuntivo
- Speravo che
venissi con noi.
- Se non sapessi la
verità, non ci crederei.
- Trovo che quel
disegno sia uguale al mio.
- Se partissero con
noi, prenderemmo una sola macchina.
- Se andasse
lontano, ci impiegherebbe troppo tempo.
- Voglio che tu
vada a letto presto stasera.
- Mi auguro che non
sia troppo tardi.
- Non credo che il
treno sia arrivato puntuale.
- Sebbene tu sia
intelligente, ti comporti da sciocco.
- Speriamo che
arrivi il sole.
- Chiunque lei sia
non le è permesso entrare.
COME SAPERE se usare il congiuntivo?
- espressioni
impersonali e congiunzioni:
-
sebbene, nonostante, malgrado, benché,
non perché;
-
qualora, purché, ammesso
che;
-
prima che; senza che;
-
affinché o perché con
lo stesso significato;
(esempio: non ho mangiato, nonostante/sebbene/benché avessi
fame;
l’ho incontrato prima che se ne andasse;
gli ho parlato senza che me lo chiedesse;
il vestito era troppo costoso perché lo comprassi;
non vado a vedere quel film, non perché sia brutto, ma perché
finisce tardi)
-
chiunque, qualunque, qualsiasi
(esempio: Ascolterò chiunque
mi dia un consiglio)
- verbi
personali ed impersonali con “che”
-
penso, credo, suppongo, ritengo,
stimo, immagino, sospetto à che
-
dubito, fingo, nego, non dico à che
-
ho il dubbio, l'impressione, la
sensazione, il sospetto, l'illusione à che
(esempio: penso che abbia ragione;
ho l’impressione che mi stia
guardando;
non nego che sia bello, ma non mi piace)
-
voglio, spero, temo, desidero,
preferisco, mi rallegro, mi meraviglio... à che
-
ho voglia, ho paura, ho il
desiderio, la speranza, il timore... à che
-
sono contento, dispiaciuto,
stupito... à che
(esempio: voglio che sia felice;
sono dispiaciuto che non
ti piaccia;
mangi troppo, ho paura che
ti faccia
male!
Mi rallegro che tu venga
con noi)
-
ordino, comando, pretendo, esigo,
chiedo, prego, auguro... à che
-
permetto, concedo, consento,
accetto, lascio, aspetto... à che
-
vieto, proibisco, impedisco...
(esempio: ordino che sia inflitta
la massima pena;
Esigo che la mia classe sia
pronta per gli esami;
Non accetto che tu vada
in giro di notte da solo;
Aspetto che mi dicano
gli orari del treno;
Impediamo che i bambini lavorino)
-
succede, accade, capita,
risulta... à che
-
sembra, pare... à che
-
bisogna, occorre, conviene... à che
-
è necessario, è opportuno, è ora,
è tempo... à che
-
mi piace, dispiace, secca,
stupisce... à che
-
fa piacere, paura, pena,
rabbia... à che
-
è giusto, sbagliato, bene, male,
difficile, possibile, impossibile, probabile... à che
(esempio: capita che l’autobus
passi
in ritardo;
pare/sembra che tua madre
non sia d’accordo;
E’ necessario che tutto cambi;
Bisogna che tu faccia
qualcosa!
Mi dispiace che tu non abbia
dormito bene;
E’ possibile che abbia
un virus)
7) I verbi irregolari al presente: Di solito, gli irregolari del congiuntivo al presente sono simili a
quelle del presente indicativo irregolare :
|
Verbi
irreg
|
andare
|
dare
|
fare
|
stare
|
uscire
|
scegliere
|
togliere
|
cogliere
|
|
che io
|
vada
|
dia
|
faccia
|
stia
|
esca
|
scelga
|
tolga
|
colga
|
|
che tu
|
vada
|
dia
|
faccia
|
stia
|
esca
|
scelga
|
tolga
|
colga
|
|
che
lei/
lui
|
vada
|
dia
|
faccia
|
stia
|
esca
|
scelga
|
tolga
|
colga
|
|
che
noi
|
andiamo
|
diamo
|
facciamo
|
stiamo
|
usciamo
|
scegliamo
|
togliamo
|
cogliamo
|
|
che
voi
|
andiate
|
diate
|
facciate
|
stiate
|
usciate
|
scegliate
|
togliate
|
cogliate
|
|
che
loro
|
vadano
|
diano
|
facciano
|
stiano
|
escano
|
scelgano
|
tolgano
|
colgano
|
-
Come cogliere,
si coniugano tutti i verbi in “-gliere”, come togliere, distogliere, raccogliere, scegliere,
sciogliere.
|
Verbi irreg.
|
dovere
|
potere
|
volere
|
sapere
|
dire
|
bere
|
porre
|
tradurre
|
|
che
io
|
debba
|
possa
|
voglia
|
sappia
|
dica
|
beva
|
ponga
|
traduca
|
|
che
tu
|
debba
|
possa
|
voglia
|
sappia
|
dica
|
beva
|
ponga
|
traduca
|
|
che
lei/lui
|
debba
|
possa
|
voglia
|
sappia
|
dica
|
beva
|
ponga
|
traduca
|
|
che
noi
|
dobbiamo
|
possiamo
|
vogliamo
|
sappiamo
|
diciamo
|
beviamo
|
poniamo
|
traduciamo
|
|
che
voi
|
dobbiate
|
possiate
|
vogliate
|
sappiate
|
diciate
|
beviate
|
poniate
|
traduciate
|
|
che
loro
|
debbano
|
possano
|
vogliano
|
sappiano
|
dicano
|
bevano
|
pongano
|
traducano
|
-
Come dire si
coniuga il suo composto predire.
-
Come tradurre
si coniugano ridurre,
condurre, produrre, sedurre.
|
Verbi irreg.
|
rimanere
|
salire
|
tenere
|
venire
|
morire
|
sedere
|
udire
|
|
che io
|
rimanga
|
salga
|
tenga
|
venga
|
muoia
|
sieda
|
oda
|
|
che tu
|
rimanga
|
salga
|
tenga
|
venga
|
muoia
|
sieda
|
oda
|
|
che lei/lui
|
rimanga
|
salga
|
tenga
|
venga
|
muoia
|
sieda
|
oda
|
|
che noi
|
rimaniamo
|
saliamo
|
teniamo
|
veniamo
|
moriamo
|
sediamo
|
udiamo
|
|
che voi
|
rimaniate
|
saliate
|
teniate
|
veniate
|
moriate
|
sediate
|
udiate
|
|
che loro
|
rimangano
|
salgano
|
tengano
|
vengano
|
muoiano
|
siedano
|
odano
|
-
Come tenere si coniugano i suoi
composti contenere, ritenere, astenersi.
8) I verbi irregolari all’imperfetto: buona notizia: sono rarissimi!
a) DARE- ESSERE (visto più in alto) - STARE sono proprio irregolari;
b)
BERE- DIRE -FARE - PORRE - TRARRE – TRADURRE hanno l’imperfetto
congiuntivo che assomiglia a quello dell’imperfetto
dell’indicativo
|
Verbi
irreg.
|
dare
|
essere
|
stare
|
|
che
io
|
dessi
|
fossi
|
stessi
|
|
che
tu
|
dessi
|
fossi
|
stessi
|
|
che
lei/lui
|
dessi
|
fossi
|
stesse
|
|
che
noi
|
dessimo
|
fossimo
|
stessimo
|
|
che
voi
|
deste
|
foste
|
steste
|
|
che
loro
|
dessero
|
fossero
|
stessero
|
|
Verbi
irreg.
|
bere
(bevevo)
|
dire
(dicevo)
|
fare
(facevo)
|
porre
(ponevo)
|
trarre
(traevo)
|
tradurre
(traducevo)
|
|
che
io
|
bevessi
|
dicessi
|
facessi
|
ponessi
|
traessi
|
traducessi
|
|
che
tu
|
bevessi
|
dicessi
|
facessi
|
ponessi
|
traessi
|
traducessi
|
|
che
lei/lui
|
bevesse
|
dicesse
|
facesse
|
ponesse
|
traesse
|
traducesse
|
|
che
noi
|
bevessimo
|
dicessimo
|
facessimo
|
ponessimo
|
traessimo
|
traducessimo
|
|
che
voi
|
beveste
|
diceste
|
faceste
|
poneste
|
traeste
|
traduceste
|
|
che
loro
|
bevessero
|
dicessero
|
facessero
|
ponessero
|
traessero
|
traducessero
|



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