Lezione 9 - 22/12/2016 cong




La lavagna della settimana scorsa




Carte da decifrare: congiuntivo e condizionale

Ivano Fossati - Carte Da Decifrare

https://www.youtube.com/watch?v=fdo8CdODfCA


L'amore è tutto carte da decifrare

E lunghe notti e giorni per imparare

Io se …………………. una penna ti scriverei

Se avessi più fantasia ti ………………………………

Su fogli di cristallo da frantumare



E guai se …………… un coltello per tagliare

Ma se ……………… più giudizio non lo negherei

Che se avessi casa ti ……………………..

Che se facesse pioggia ti ……………….

Che se facesse ombra ti ci …………….



Se …………………… un vero viaggiatore t'avrei già incontrata

E ad ogni nuovo incrocio mille volte salutata

Se fossi un guardiano ti ………………

Se fossi un cacciatore non ti caccerei

Se ………………. un sacerdote come un'orazione

Con la lingua tra I denti ti pronuncerei

Se ……………… un sacerdote come un salmo segreto

Con le mani sulla bocca ti …………………………


Se …………… braccia migliori ti costringerei

Se avessi labbra migliori ti ………………

Se avessi buona la bocca ti ………………

Se avessi buone le parole ti ………………..

Ad un angolo di strada io ti fermerei

Ad una croce qualunque ti inchioderei



E invece come un ladro come un assassino

Vengo di giorno ad accostare il tuo cammino

Per rubarti il passo, il passo e la figura

E amarli di notte quando il sonno dura

E amarti per ore, ore, ore

E ucciderti all'alba di altro amore

E amarti per ore, ore, ore

E ucciderti all'alba di altro amore



Perché l'amore è carte da decifrare

E lunghe notti e giorni da calcolare

Se l'amore è tutto segni da indovinare



Perdona

Se non ho avuto il tempo di imparare

Se io non ho avuto il tempo


Di imparare.


Il Natale


Il Natale si festeggia il 25 dicembre ed è la festa più importante in Italia. Le scuole rimangono chiuse, in genere, dal 23 dicembre al 6 gennaio. In questo periodo c’è chi parte per la montagna, per andare a sciare sulle Alpi che sono piene di turisti; si dice che partono per la settimana bianca.
Il giorno prima di Natale è chiamato Vigilia e la cena della vigilia è una delle più importanti e prende il nome di cenone. I negozi chiudono prima nel giorno della vigilia mentre tutto resta chiuso i giorni 25-26 dicembre.
Per il cenone della vigilia e per quello natalizio, in Italia si cucina moltissimo, soprattutto pesce. Allo stesso modo, durante tutto il periodo di festa, si preparano o si comprano dolci particolari, come il panettone, il pandoro o il torrone.
L’albero viene preparato, di solito, l’8 dicembre che è la festa dell’Immacolata Concezione.
Insieme all’albero spesso viene fatto anche il presepe che è la rappresentazione della natività di Gesù. In Italia si organizzano molte mostre con i presepi, anche particolari, e la più famosa è sicuramente la mostra di Napoli. Il presepe, è un vero classico della tradizione natalizia italiana che affonda le radici nei secoli scorsi, che risale al 1223, quando San Francesco realizzò la prima rappresentazione del genere nella notte tra il 24 e il 25 dicembre.
Il 26 dicembre, il giorno dopo Natale, è chiamato Santo Stefano, dal nome del primo martire cristiano. La sera di S. Stefano spesso si mangia tutto quello che è rimasto delle due cene precedenti. 
 A ogni regione e città, le sue tradizioni, anche dal punto di vista gastronomico.
La tradizione del ceppo di Natale è ancora viva in Liguria, ma anche in Abruzzo, dove ci sono ancora rappresentazioni e manifestazioni dedicate al ceppo natalizio da ardere.
 


Santa Lucia i 12-13 dicembre

Santa Lucia era una giovane siracusana vissuta attorno al III-IV.

Per ringraziare Dio di avere guarito sua madre, si dedicò a distribuire i beni della sua cospicua dote ai più poveri, percorrendo i lunghi e angusti cunicoli delle catacombe, con una lampada fissata al capo. 

Il fidanzato abbandonato non accettò e si mise ad accusare l’ex-fidanzata, davanti al terribile prefetto, di essere cristiana. Erano gli anni nei quali il cristianesimo era ferocemente perseguitato da Diocleziano; Arrestata, minacciata e torturata, si proclamò comunque seguace di Cristo.

La leggenda popolare racconta che durante la notte tra il 12 ed il 13 dicembre, Santa Lucia passa per tutte le case, con un asinello, per distribuire ai bambini buoni dei doni.
Per riceverli, i bambini devono preparare della paglia per nutrire l’asinello e disporla sotto la cappa del camino, dal quale la Santa scende.

Poi devono andare subito a letto, chiudere gli occhi, perché la Santa non vuole farsi scorgere ed addormentarsi canterellando delle filastrocche. Ai bimbi disubbidienti, che Santa Lucia trova ancora svegli per cercare di vederla, getta della cenere negli occhi e passa oltre senza lasciare nessun dono. 
Per cercare d’ingolosire l’asinello ed invogliare la Santa a lasciare a loro ancora più regali, alcuni bambini appendono alle finestre dei mazzetti di carote.

Nel bresciano la canzoncina dedicata alla santa è:

Santa Lucia bella dei bimbi sei la stella,
pel mondo vai e vai e non ti stanchi mai;
trova la porticina di questa mia casina,
poi continua la strada per tutta la contrada,
poi continua il tuo viaggio per tutto il mio villaggio.
A tutti i bimbi buoni Tu porta dolci e doni,
ma i regali più belli portali ai poverelli.

Molto sentita dai siciliani, soprattutto a Siracusa, essendo la Santa siracusana e Patrona della città. Il 13 dicembre, data in cui ricorre l’anniversario del suo martirio, Siracusa espone ricchi drappi e tappeti ai balconi dei suoi palazzi, illuminandosi di ceri per onorare la solenne processione della statua d’argento della Santa

La statua, alta quasi 4 metri, racchiude in una teca d’oro dei preziosi frammenti delle costole di Santa Lucia, le cui spoglie sono conservate a Venezia. La grande processione accompagna il simulacro sino alla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, dove rimane esposta. La festa si conclude il 20 dicembre col rientro della statua alla Cattedrale, portata in spalla dai “berretti verdi” della Confraternita dei falegnami. 
Il 20 dicembre, la città usa anche ospitare una “Lucia di Svezia”, cioè una ragazza svedese che presenta il capo cinto di una corona di candele, rappresentando Lucia.

In tutta la Sicilia, il 13 dicembre, non si mangia pane, ma solo legumi e verdure, in segno di penitenza. Pare che questa tradizione sia nata in memoria di una carestia che afflisse la Sicilia nel XVIII secolo, finendo proprio grazie all’intervento miracoloso della martire che convogliò sull’isola una flotta di  navi cariche di frumento.

È celebrata soprattutto nei paesi scandinavi, in particolar modo in Svezia.
Non si sa bene perché la Santa siciliana fosse così onorata nella lontana e fredda Svezia. Si racconta che avesse visitato personalmente il Paese, o che furono i missionari cristiani a parlare di lei al popolo, diffondendone il culto.

Dal 1950 la festa svedese è collegata a quella siciliana, sicché la Lucia svedese si reca a Siracusa per partecipare alla processione che conclude i festeggiamenti in onore della Santa.



E la Befana il 6 di gennaio!




Il Capodanno




Ogni regione, ogni città, addirittura ogni piccolo paesino ha le proprie tradizioni per festeggiare il Capodanno in maniera assolutamente inconsueta e strabiliante.

Una delle tradizioni più antiche e particolari è quella di spaccare a terra dei cocci (piatti, bicchieri, vassoi) a mezzanotte come rito di eliminazione del male, fisico e morale, accumulatosi nell’anno trascorso. 
L’usanza è variamente diffusa in Italia ed è ancora viva in grandi città come Napoli, spesso con danni alle automobili in sosta e talvolta anche agli incauti passanti. Ai cocci rotti, poi, si accompagnano gli spari, i botti, col duplice significato di cacciare gli spiriti maligni, e di esprimere tutta l’allegria dell’avvento del nuovo anno.

C'è anche l'usanza di mangiare le lenticchie, di solito accompagnato da un buon cotechino. Anticamente era tradizione, all’ultimo dell’anno, regalarsi dei portamonete colmi di lenticchie con l’augurio che si potessero trasformare poi in monete d’oro. 

Ingoiando un chicco d’uva al secondo per un totale di 12 chicchi che simboleggiano i 12 mesi dell’anno. 

Ed ancora, la tradizione prevede di intingersi il dito in un bicchiere di spumante, rigorosamente italiano, e di passarlo dietro al nostro orecchio o quello della persona a cui vogliamo augurare fortuna durante l’anno nuovo.

Che dire poi dell’usanza di indossare lingerie rigorosamente rossa la notte di Capodanno? Il rosso, oltre ad indicare amore e fortuna, è un ottimo amuleto per la fertilità sia femminile che maschile. Ma attenzione: la tradizione vuole che l’intimo utilizzato a Capodanno venga buttato via il giorno dopo. 

(http://parliamoitaliano.altervista.org/capodanno/)






Il congiuntivo


Il congiuntivo “congiunge” (cioè riunisce) due frasi di cui una dipende dall’altra (“principale” e “dipendente”).
Con il congiuntivo si esprime:
1.   la possibilità (frasi “ipotetiche”, dopo il “se”). Esempio: se potessi, verrei (“verrei”=condizionale, che vedremo in un’altra lezione).

2.   l'opinione personale (frasi dichiarative, dopo il “chee certe congiunzioni “concessive”, “condizionali”, “eccettuative” ecc):

la paura, il dubbio, il desiderio, la volontà, la speranza, il piacere ecc., cioè ciò che è soggettivo e/o incerto. Esempio: penso che tu abbia ragione.

3.   nelle interrogative indirette, per esprimere dubbio, o particolare interesse. Esempio: Nessuno sapeva chi fosse quell'uomo.

4.   Nelle frasi indipendenti il congiuntivo si usa piuttosto raramente e serve per esprimere un desiderio (Esempio: Fosse vero!), un augurio (Es: Siate felici!), un dubbio (Es: Che sia successo qualcosa?), un invito/un'esortazione (Es: Venga pure!).


4 tempi:
presente
per il presente o il futuro
Credo che sia in casa - Credo che stasera esca

(adesso credo che adesso è in casa; adesso credo che dopo uscirà)
passato
anteriorità rispetto al presente
Credo che abbia finito il lavoro

(adesso credo che in passato abbia finito)
imperfetto
contemporaneità rispetto al passato
Credevo che fosse in casa

(nel passato credevo che in quel momento esatto fosse in casa)
trapassato
anteriorità rispetto al passato
Credevo che avesse finito il lavoro

(nel passato credevo che avesse finito ancora prima)




Essere

Avere            



Presente
Imperfetto

Presente
Imperfetto
che io

sia
fossi

abbia
avessi
che tu

sia
fossi

abbia
avessi
che lei/lui

sia
fosse

abbia
avesse
che noi

siamo
fossimo

abbiamo
avessimo
che voi

siate
foste

abbiate
aveste
che loro

siano
fossero

abbiano
avessero




PRESENTE-PASSATO:


Verbi regolari
Amare
Scrivere
Sentire
Finire
Pres.
Passato
Pres.
Passato
Pres.
Passato
Pres.
Passato
che io
am i
abbia amato
scriv a
abbia scritto
sent a
abbia sentito
fin isca
abbia finito
che tu
am i
abbia amato
scriv a
abbia scritto
sent a
abbia sentito
fin isca
abbia finito
che lei/lui
am i
abbia amato
scriv a
abbia scritto
sent a
abbia sentito
fin isca
abbia finito
che noi
am iamo
abbiamo amato
scriv iamo
abbiamo scritto
sent iamo
abbiamo sentito
fin iamo
abbiamo finito
che voi
am iate
abbiate amato
scriv iate
abbiate scritto
sent iate
abbiate sentito
fin iate
abbiate finito
che loro
am ino
abbiano amato
scriv ano
abbiano scritto
sent ano
abbiano sentito
fin iscano
abbiano finito



PRESENTE-IMPERFETTO:



Verbi 
regolari
Amare
Scrivere
Sentire
Pres.
Imperf.
Pres.
Imperf.
Pres.
Imperf.
che io
am i
Am assi
scriv a
Scriv essi
sent a
Sent issi
che tu
am i
Am assi
scriv a
Scriv essi
sent a
Sent issi
che lei/lui
am i
Am asse
scriv a
Scriv esse
sent a
Sent isse
che noi
am iamo
Am assimo
scriv iamo
Scriv essimo
sent iamo
Sent issimo
che voi
am iate
Am aste
scriv iate
Scriv este
sent iate
Sent iste
che loro
am ino
Am assero
scriv ano
Scriv essero
sent ano
Sent issero



Esercizio 1 : prova a coniugare: parlare, resistere, partire, preferire



Esercizio2 : sottolinea i verbi al congiuntivo

- Speravo che venissi con noi.
- Se non sapessi la verità, non ci crederei.
- Trovo che quel disegno sia uguale al mio.
- Se partissero con noi, prenderemmo una sola macchina.
- Se andasse lontano, ci impiegherebbe troppo tempo.
- Voglio che tu vada a letto presto stasera.
- Mi auguro che non sia troppo tardi.
- Non credo che il treno sia arrivato puntuale.
- Sebbene tu sia intelligente, ti comporti da sciocco.
- Speriamo che arrivi il sole.

- Chiunque lei sia non le è permesso entrare. 



COME SAPERE se usare il congiuntivo?
- espressioni impersonali e congiunzioni:
-      sebbene, nonostante, malgrado, benché, non perché; 
-      qualora, purché, ammesso che; 
-      prima che; senza che; 
-      affinché o perché con lo stesso significato; 

(esempio: non ho mangiato, nonostante/sebbene/benché avessi fame;
l’ho incontrato prima che se ne andasse;
gli ho parlato senza che me lo chiedesse;
il vestito era troppo costoso perché lo comprassi;
non vado a vedere quel film, non perché sia brutto, ma perché finisce tardi)
-      chiunque, qualunque, qualsiasi

(esempio: Ascolterò chiunque mi dia un consiglio)

- verbi personali ed impersonali con “che”
-      penso, credo, suppongo, ritengo, stimo, immagino, sospetto à che
-      dubito, fingo, nego, non dico à che
-      ho il dubbio, l'impressione, la sensazione, il sospetto, l'illusione à che

(esempio: penso che abbia ragione;
ho l’impressione che mi stia guardando;
non nego che sia bello, ma non mi piace)

-      voglio, spero, temo, desidero, preferisco, mi rallegro, mi meraviglio... à che
-      ho voglia, ho paura, ho il desiderio, la speranza, il timore... à che
-      sono contento, dispiaciuto, stupito... à che

(esempio: voglio che sia felice;
sono dispiaciuto che non ti piaccia;
mangi troppo, ho paura che ti faccia male!
Mi rallegro che tu venga con noi) 

-      ordino, comando, pretendo, esigo, chiedo, prego, auguro... à che
-      permetto, concedo, consento, accetto, lascio, aspetto... à che
-      vieto, proibisco, impedisco...

(esempio: ordino che sia inflitta la massima pena;
Esigo che la mia classe sia pronta per gli esami;
Non accetto che tu vada in giro di notte da solo;
Aspetto che mi dicano gli orari del treno;
Impediamo che i bambini lavorino)

-      succede, accade, capita, risulta... à che
-      sembra, pare... à che
-      bisogna, occorre, conviene... à che
-      è necessario, è opportuno, è ora, è tempo... à che
-      mi piace, dispiace, secca, stupisce... à che
-      fa piacere, paura, pena, rabbia... à che
-      è giusto, sbagliato, bene, male, difficile, possibile, impossibile, probabile... à che

(esempio: capita che l’autobus passi in ritardo;
pare/sembra che tua madre non sia d’accordo;
E’ necessario che tutto cambi;
Bisogna che tu faccia qualcosa!
Mi dispiace che tu non abbia dormito bene;
E’ possibile che abbia un virus)

7) I verbi irregolari al presente: Di solito, gli irregolari del congiuntivo al presente sono simili a quelle del presente indicativo irregolare :

Verbi
irreg
andare
dare
fare
stare
uscire
scegliere
togliere
cogliere
che io
 vada
 dia
 faccia
 stia
 esca
 scelga
 tolga
 colga
che tu
 vada
 dia
 faccia
 stia
 esca
 scelga
 tolga
 colga
che lei/
lui
 vada
 dia
 faccia
 stia
 esca
 scelga
 tolga
 colga
che noi
 andiamo
 diamo
 facciamo
 stiamo
 usciamo
 scegliamo
 togliamo
 cogliamo
che voi
 andiate
 diate
 facciate
 stiate
 usciate
 scegliate
 togliate
 cogliate
che loro
 vadano
 diano
 facciano
 stiano
 escano
 scelgano
 tolgano
 colgano

-      Come cogliere, si coniugano tutti i verbi in “-gliere”, come togliere, distogliere, raccogliere, scegliere, sciogliere.

Verbi irreg.
dovere
potere
volere
sapere
dire
bere
porre
tradurre
che io
 debba
 possa
 voglia
 sappia
 dica
 beva
 ponga
 traduca
che tu
 debba
 possa
 voglia
 sappia
 dica
 beva
 ponga
 traduca
che lei/lui
 debba
 possa
 voglia
 sappia
 dica
 beva
 ponga
 traduca
che noi
 dobbiamo
 possiamo
 vogliamo
 sappiamo
 diciamo
 beviamo
 poniamo
 traduciamo
che voi
 dobbiate
 possiate
 vogliate
 sappiate
 diciate
 beviate
 poniate
 traduciate
che loro
 debbano
 possano
 vogliano
 sappiano
 dicano
 bevano
 pongano
 traducano

-      Come dire si coniuga il suo composto predire.
-      Come tradurre si coniugano ridurre, condurre, produrre, sedurre.

Verbi irreg.
rimanere
salire
tenere
venire
morire
sedere
udire
che io
 rimanga
 salga
 tenga
 venga
 muoia
 sieda
 oda
che tu
 rimanga
 salga
 tenga
 venga
 muoia
 sieda
 oda
che lei/lui
 rimanga
 salga
 tenga
 venga
 muoia
 sieda
 oda
che noi
 rimaniamo
 saliamo
 teniamo
 veniamo
 moriamo
 sediamo
 udiamo
che voi
 rimaniate
 saliate
 teniate
 veniate
 moriate
 sediate
 udiate
che loro
 rimangano
 salgano
 tengano
 vengano
 muoiano
 siedano
 odano

-      Come tenere si coniugano i suoi composti contenere, ritenere, astenersi.



8) I verbi irregolari all’imperfetto: buona notizia: sono rarissimi!


a)    DARE- ESSERE (visto più in alto) - STARE sono proprio irregolari;


b)    BERE- DIRE -FARE - PORRE - TRARRE – TRADURRE hanno l’imperfetto congiuntivo che assomiglia a quello dell’imperfetto dell’indicativo


Verbi
irreg.
dare
essere
stare
che
io
dessi
fossi
stessi
che
 tu
dessi
fossi
stessi
che
lei/lui
dessi
fossi
stesse
che
 noi
dessimo
fossimo
stessimo
che
voi
deste
foste
steste
che
 loro
dessero
fossero
stessero


Verbi
irreg.
bere
(bevevo)
dire
(dicevo)
fare
(facevo)
porre
(ponevo)
trarre
(traevo)
tradurre
(traducevo)
che
io
bevessi
dicessi
facessi
ponessi
traessi
traducessi
che
 tu
bevessi
dicessi
facessi
ponessi
traessi
traducessi
che
lei/lui
bevesse
dicesse
facesse
ponesse
traesse
traducesse
che
 noi
bevessimo
dicessimo
facessimo
ponessimo
traessimo
traducessimo
che
voi
beveste
diceste
faceste
poneste
traeste
traduceste
che
 loro
bevessero
dicessero
facessero
ponessero
traessero
traducessero





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