Lezione 7 - 07/11/2016

La lavagna
  






Riprendiamo la lavagna della lezione precedente. Ripassiamo:
- i verbi: ripassare essere e stare + l’imperfetto + il gerundio
- gli articoli
- i plurali (uovo, problema…)
- il vocabolario : il clima, la cucina ed il ristorante, i giorni della settimana, chiedere l’ora


Ripassare i verbi

Essere e stare
(Noi)  _________ amici.
(lei)___________male, ha l’influenza.
(Voi) ___________ simpatici.
Questo vestito mi __________ stretto.
(Io) ___________ spagnolo.
Di che colore ___________la tua macchina?

Margherita all’imperfetto
Io non (potere)______________ stare fermo
Con le mani nelle mani,
tante cose (devo) _______________fare …
E se lei già (stare)_______ dormendo
io non (potere)________ riposare,
(fare)___________ in modo che al risveglio
non mi (potere)_________ più scordare.

Il gerundio

    1- Mi ______ i capelli.
    sto lavando
    lavo
    laverò
    

    2- Ieri, Alessandra si ______ .
    annoierà
    annoiando
    stava annoiando
    

    3- ______ di fumare.
    Smettevo
    Ebbi smesso
    Sto smettendo
    

    4- I bambini ______ in cortile.
    stava giocando
    stavate giocando
    stavano giocando
    
    5- Che bello! ______ il natale.
    sta arrivando
    arrivò
    arrivava
    

    6- Scusami se ti ______ .
    sto disturbare
    sto disturbando
    disturbando
    

    7- I bambini ______ .
    stanno crescendo
    sono crescendo
    stanno crescere
    

    8- Stavi ______?
    studiato
    studiando
         studiare


Uno “strappo alla regola”: cambiamo cantante

Edoardo Bennato - Non Farti Cadere Le Braccia (1973)



L'entrata è sempre quella
ma portiere io …………………………….

io che …………… qui

io che ormai scordare più …………………..
dalla cucina una voce cara
mia madre che mi dice:

…………………………cadere
le braccia, corri forte,
ma più forte che puoi
………………………………. la faccia,
……………………. nè ora nè mai...

Su per le scale il buio
ma la luce corre dentro agli occhi
sono un bambino io
con ancora i graffi sui ginocchi
dalla cucina una voce cara
mi madre che mi dice:

………………………….. le braccia, corri forte,
ma più forte che puoi
…………………………………………. la faccia,
non arrenderti ………………………….....

…………………….. se ti ………………………………
di dovere fare una lunga corsa
e a metà strada stanco
dire a te stesso: ……………………..
Eppure altri stan correndo ancora
intorno a te... allora:

Non farti cadere le braccia, corri forte,
ma più forte che puoi
Non devo voltare la faccia,
non arrenderti nè ora nè mai...

……………………………………… ora...
Lo so, ti scoppia il cuore, dici anche di voler morire
dici: è meglio che correr così, ma no……………………….
     Non farti cadere le braccia...


Hai notato che hai scritto delle negazioni? facciamo un esercizio per vedere se hai capito come si fanno:





il vocabolario: il clima
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il vocabolario: i pasti, il ristorante
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gli articoli

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I plurali “facili”

Le principali desinenze dei nomi italiani sono le seguenti: 


genere
desinenza singolare
desinenza plurale
maschile
-o (gelato)
-i (gelati)
femminile
-a (oliva)
-e (olive)
maschile
-e (pesce)
-i (pesci)
femminile
-e (noce)
-i (noci)
Abbiamo inoltre, meno frequenti, le desinenze:
genere
desinenza singolare
desinenza plurale
maschile
-a (problema)
-i (problemi)
maschile
-i (l'alibi)
-i (gli alibi)
femminile
-i (l'oasi)
-i (le oasi)

Esercizio: metti al plurale
Tavolo      ..........................................
Finestra    ..........................................
Studente  ...........................................
Frase       ...........................................
Università ........................................
Albero      ..........................................
Autobus   ...........................................
Giorno     ...........................................
Torre       ...........................................
Pittore     ...........................................

Esercizio: metti al singolare
Amici            ......................................
Cani             ......................................
Quaderni      .......................................
Porte           .......................................
Informazioni ...............................
Farmaciste   .......................................
Dottori        ........................................
Tavoli          .......................................
Portafogli     .......................................
Ingegneri     ......................................


I plurali “sul serio”

 Ecco una tabella che ho costruito e che puoi consultare quando hai dubbi:

Desinenza al singolare:
Des.al pl.:
Per esempio:
-o
-i
Lenzuolo-lenzuoli; tavolo-tavoli; vicino-vicini
-o (cambio di genere: diventa f. al pl. ma è un caso raro e spesso le parole hanno due plurali*[1])
-a
braccio-braccia*; centinaio-centinaia; corno-corna*; dito-dita*; filamento-filamenta; fondamento-fondamenta; gesto-gesta; ginocchio-ginocchia*; grido-grida*; lenzuolo-lenzuola*; migliaio-migliaia; miglio-miglia; muro-mura*; paio-paia; riso-risa; uovo-uova; urlo-urla*; vestigio-vestigia*
-a (femminile)
-e
Casa-case; femminista-femministe; giornalista-giornaliste
-a (maschile)
-i
poeta-poeti; giornalista-giornalisti; schema-schemi
-e (il più spesso m., talvolta f)
-i
Cane-cani; pesce-pesci; informazione-informazioni; notte-notti
-ìo (accento ultima sillaba)
-ii
Zio-zii; pendio-pendii
-io (accento penultima)
-i
Bacio-baci; figlio-figli; occhio-occhi; raggio-raggi
-ca/-ga (f.)
-che/ghe
Oca-oche; amica-amiche; maga-maghe
-ca/-ga (m.)
-chi/ghi
Monarca-monarchi; collega-colleghi (irregolare: belga-belgi)
-co/-go (accento penultima)
-chi/ghi
Turco-turchi; fuoco-fuochi; mago-maghi (piana)[2]
-co/-go (accento terzultima)
-ci/gi
Sindaco-sindaci; asparago-asparagi (sdrucciola)[3]
-logo (per delle persone)
-logi
Psicologo-psicologi; radiologo-radiologi
-logo (per delle cose)
-loghi
Dialogo-dialoghi; catalogo-cataloghi
-cia/gia (con consonante prima)
-ce/ge
Arancia-arance; pioggia-piogge; spiaggia-spiagge
-cia/gia (vocale prima)
-cie/gie
Camicia-camicie; farmacia-farmacie; bugia-bugie; valigia-valigie
Non cambiano (invariabili):

-à, -è, -ù
m.: caffè, cinema, menù, ragù, tè; f.:  città, gioventù, tribù, università, virtù
-o (quasi sempre abbreviazioni)
m.: frigo, stereo, video; f.: auto, dinamo, foto, moto, radio
-i
m.: alibi, brindisi; f.:  analisi, crisi, ipotesi, metropoli, oasi, tesi
-ie
serie, specie (ma moglie-mogli)
Monosillabi
gru, re
Origine straniera
autobus, brioche, e-mail, file, film, sport, toilette
Nomi difettivi (solo pl. o singolare)
Solo s.: coraggio, umiltà, stanchezza; ferro, petrolio; tifo; riso, latte; fogliame, roba; gennaio, febbraio…; equatore, est, nord…; sangue, bile. Solo pl.: le paia: occhiali, pantaloni; insiemi: viveri, dintorni; ferie, tenebre
Altre eccezioni:

Irregolari:
m.: bue-buoi, dio-dei, uomo-uomini; dittongazione: mio-miei, tuo-tuoi, suo-suoi
f.: ala-ali; arma-armi; mano-mani
Regolari/irregolari
Ampio-ampi/ampli; tempio-tempi/templi (io li preferisco con -li); orecchio-orecchie/orecchia



[1] Plurali “sovrabbondanti” segnalati con un asterisco*: si può dire sia bracci che braccia, sia diti che dita, ginocchi e ginocchia, labbri e labbra, membri e membra, ossi e ossa. Non si utilizzano indifferentemente. Riguardo alle parti del corpo, finiscono con -a quando si parla dell’insieme o in senso figurativo (due dita di vino); finiscono con -i per evidenziare la pluralità di parti singole (i labbri superiori) o le analogie (i labbri di una ferita). A volte i due plurali non hanno lo stesso significato: i corni (musica), le corna (animali)
[2] Non è una regola ma una tendenza empirica con numerose eccezioni, soprattutto per le sdrucciole. Per le piane, le eccezioni più importanti sono: amici, nemici, greci (grechi sono i venti), porci
[3] Idem. Le eccezioni più importanti: carichi, dimentichi, incarichi, obblighi, strascichi, valichi








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