La lavagna della
settimana scorsa
Ecco le feste di febbraio:
1) La Candelora
1) La Candelora
Il 2 febbraio si celebra la Candelora, la festa delle candele e
della luce.
Per la religione cristiana, il 2
febbraio è infatti il giorno dedicato alla commemorazione della Purificazione della Madonna: le donne, secondo
l’usanza ebraica, erano considerate impure per 40 giorni dopo la nascita di un
maschio.
Il 2 febbraio cade infatti esattamente 40 giorni dopo il 25 dicembre e si
accendono le candele benedette per simboleggiare la Luce di Dio che illumina gli uomini e la presentazione di Gesù
al tempio di Gerusalemme.
La Candelora però, così come
tante festività cristiane, esisteva già presso
i pagani: i primi giorni di febbraio si comincia ad intravedere la fine dell'inverno e l'inizio della
primavera.
Gli antichi usavano accendere fuochi per salutare la fine dei mesi bui e freddi.
Nelle credenze contadine poi,
religione e superstizione si mescolano nella vecchia saggezza popolare.
Nelle campagne infatti, quando il meteo dei telegiornali ancora non
esisteva, gli agricoltori avevano bisogno di sapere che tempo aspettarsi per
poi regolarsi con il lavoro della terra.
«Se per la Candelora il
tempo è bello
molto più vino avremo che vinello.»
(fonte: focusjunior)
le
feste di febbraio:
2) Il Carnevale
2) Il Carnevale
La festa di Carnevale è collegata alla Pasqua, che cade sempre, ogni anno, la domenica dopo la prima luna piena di primavera:
Carnevale (1 settimana) poi Quaresima
(5 settimane)
poi Pasqua (domenica dopo luna piena di
primavera)
Alcuni carnevali durano di più (a Venezia a volte è durato 6 settimane!).
Il termine "carnevale" è legato alla Quaresima, durante la quale è vietato mangiare carne: dal latino " carnem levare " cioè "togliere la carne" dai pasti.
“A Carnevale, ogni scherzo vale!”
"Ti conosco, mascherina!"
La frase ha origini medievali: durante il Carnevale il popolo, infatti, poteva travestirsi da ricco anche se solo per qualche giorno. Si potevano così rovesciare per gioco i rapporti di forza e di potere della società.
LE MASCHERE:
“Maschere di carnevale d'Italia” : https://www.youtube.com/watch?v=hRDOeukcTF8
ARLECCHINO (Bergamo) è poco intelligente e credulone, ma anche imbroglione. Ricopre spesso il ruolo di servo umile e del facchino ma è una maschera acrobatica e con la gestualità complessa. È sempre affamato. Dante, nella Divina commedia, parlava già di Arlichino.
Perché il costume di Arlecchino è pieno di triangoli di stoffa di ogni colore? Perché non ha soldi per il vestito ed è fatto di pezze colorate regalate dagli amici!
Il dottor BALANZONE è un personaggio simpaticissimo, un comico che si fa chiamare “dottore” e che passa dall’essere un medico all’essere un notaio.
Balanzone è la maschera di Bologna ed è presuntuosa, superba (=immodesta), seriosa, amante degli sproloqui e delle prediche nelle quali non mancano mai delle improbabili citazioni in latino quasi sempre fuori posto.
Anche BRIGHELLA è una maschera di Bergamo, ma della parte bassa, al contrario di Arlecchino è un servo astuto, ingegnoso, che sa aiutare e ingannare il padrone.
Ricopre vari lavori tra cui oste, soldato, primo servitore o ladro patentato ma la sua caratteristica principale è la furbizia. Parla anche lui in dialetto bergamasco e risulta molto simpatico.
COLOMBINA è tipica della città di Venezia. Colombina è vivace, graziosa, bugiarda e parla veneziano, ha il senso pratico, è molto affezionata alla sua signora e per renderla felice è disposta a fare di tutto, imbrogli compresi.
Colombina schiaffeggia tutti quelli che osano importunarla. Fa spesso coppia con Arlecchino.
PEPPE NAPPA è la maschera della Sicilia e somiglia molto al Pierrot francese
per molti aspetti caratteriali che per il costume. Peppe Nappa è un fannullone
che ha sempre sogno e sbadiglia continuamente, vive nel mondo dei sogni.
Mangione, si allontana solo per cercare il cibo, ed in questo ha un fiuto infallibile, peccato che non lo usi mai per svolgere il suo lavoro! Scaltro riesce sempre a tirarsi fuori da ogni impiccio.
Mangione, si allontana solo per cercare il cibo, ed in questo ha un fiuto infallibile, peccato che non lo usi mai per svolgere il suo lavoro! Scaltro riesce sempre a tirarsi fuori da ogni impiccio.
PULCINELLA è l’incarnazione del dolce far niente, è la
maschera tipica della città di Napoli
ed è un fannullone un po’ sciocchino ed ha una intensa gestualità, come tutti i
napoletani.
Pulcinella ha sempre fame e sete ed il suo piatto preferito sono senza ombra di dubbio i maccheroni al sugo. Servo spesso malinconico, mescola le caratteristiche del servo sciocco con una buona dose di saggezza popolare.
Pulcinella ha sempre fame e sete ed il suo piatto preferito sono senza ombra di dubbio i maccheroni al sugo. Servo spesso malinconico, mescola le caratteristiche del servo sciocco con una buona dose di saggezza popolare.
Rugantino è il popolano violento ma dal cuore grande che finisce sempre per mettersi dalla parte dei fuori legge e contro il potere.
GIANDUIA è la maschera di Torino che si caratterizza per il fare schietto e gentile e per il codino rivolto all’insù, è un personaggio pacifico però sa come usare cervello e lingua per mettere al tappeto gli avversari.
Ha una forte generosità d’animo e un innato senso di giustizia, infatti si schiera sempre con i più deboli.
MENEGHINO è la maschera di Milano. Meneghino è gentile e sbrigativo, ama la buona tavola e, come tutti i milanesi, non sa stare senza far niente.
E’ un servo rozzo ma che sa il fatto suo, ama la sua libertà e si schiera sempre dalla parte del popolo, adora deridere e prendere in giro gli aristocratici.
PANTALONE, o il Magnifico, è un mercante anziano di Venezia che passa da periodi di nobiltà in cui si diverte a quelli in cui è più povero e deve darsi da fare.
Pantalone è uno spasso perché pur essendo avanti con gli anni fa continuamente “avances” alle donne, entra spesso in competizione con i giovani, anche se non gliene va mai bene una.
ROSAURA, figlia adorata di Pantalone, abita a Venezia in un palazzo bellissimo. La ragazza è molto chiacchierona, abbastanza irascibile, gelosa, vanitosa ed innamorata di Florindo.
Il suo amore, però, è contrastato dal padre che vede in Florindo solo un nobile cavaliere senza denari. Spesso Rosaura, con la complicità di Colombina, invia di nascosto, all'amato, le sue lettere d'amore.
STENTERELLO, maschera fiorentina che ebbe molta fortuna in Toscana tra la fine del Settecento e tutto il secolo successivo.
Dal naso prominente, Stenterello è il tipico personaggio fiorentino chiacchierone, pauroso ed impulsivo; ma anche saggio, ingegnoso e pronto a schierarsi dalla parte del più debole, benché la tremarella gli metta spesso i bastoni tra le ruote: ed è in questo contrasto il fulcro della comicità.
IL CARNEVALE DI IVREA
"Carnevale di Ivrea: La battaglia delle arance": https://www.youtube.com/watch?v=_vtSjU60RmQ
Il Carnevale di Ivrea è uno dei più antichi d'Italia ed è l'unico che porta avanti alcune tradizioni fin dal Medioevo, quando il popolo si ribellava alle ingiustizie dei potenti.
Una delle caratteristiche più affascinanti di questo Carnevale italiano è la famosa "battaglia delle arance" : per strada, durante la parata, scatta una vera e propria battaglia a suon di arance tra i cittadini!
La tradizione di lanciare le arance dai balconi sui carri e viceversa, si dice che sia nata nel Medioevo, quando i feudatari regalavano una volta all'anno una cesta di fagioli al popolo, ma le varie famiglie per disprezzo lanciavano i fagioli fuori dalla finestra.
Durante il Carnevale questo gesto di ribellione ha preso vita attraverso diversi oggetti, tra cui le arance. Quest'anno sono state usate 600 tonnellate agrumi.
Tutti si sporcano e spesso ci sono dei feriti, perché le arance sono dure!
I tiratori di arance (chiamati arancieri) si trovano su carri tirati da due o quattro cavalli o sui balconi.
Questi arancieri appresentano le guardie dei signori del Medioevo e combattono controaltri arancieri a piedi che rappresentano, invece, la gente che protesta.
Gli arancieri sul carro sono mascherati a differenza di quelli a piedi e nei balconi che sono a viso scoperto. Ogni anno sono tante le persone che rimangono ferite durante la battaglia d'arance....
La polemica, però, c'è da sempre:
perché sprecare, ogni anno, ben 600 tonnellate di ottime arance lanciandole
e distruggendole a terra?
La risposta è semplice: perché non sono arance buone da mangiare.
Gli agrumi lanciati durante i giorni del carnevale di Ivrea, infatti, sono arance "speciali" che arrivano dalla Calabria e che non hanno le caratteristiche adatte al consumo umano.
In pratica, non sono buone da mangiare.
La risposta è semplice: perché non sono arance buone da mangiare.
Gli agrumi lanciati durante i giorni del carnevale di Ivrea, infatti, sono arance "speciali" che arrivano dalla Calabria e che non hanno le caratteristiche adatte al consumo umano.
In pratica, non sono buone da mangiare.
Oggi si rischia di essere presi
ad "aranciate" se si arriva al Carnevale senza il
tradizionale copricapo rosso , che deriva da un'altra leggenda molto cara
agli abitanti della città piemontese: la storia della Mugnaia
Violetta.
Leggenda che dimostra come il popolo si sia sempre ribellato alle ingiustizie dei potenti . Violetta, era una bellissima ragazza figlia di un mugnaio, che portava un cappello rosso, molto lungo che le cadeva su una spalla. Promessa in sposa ad un ricco signore , per ribellarsi, una sera invitata a palazzo dal tirano, Violetta invece di sottomettersi, lo ha fatto ubriacare e lo ha ucciso . Dopo questo gesto di protesta è scesa in piazza e ha sollevato tutto il popolo contro i ricchi del paese.
Leggenda che dimostra come il popolo si sia sempre ribellato alle ingiustizie dei potenti . Violetta, era una bellissima ragazza figlia di un mugnaio, che portava un cappello rosso, molto lungo che le cadeva su una spalla. Promessa in sposa ad un ricco signore , per ribellarsi, una sera invitata a palazzo dal tirano, Violetta invece di sottomettersi, lo ha fatto ubriacare e lo ha ucciso . Dopo questo gesto di protesta è scesa in piazza e ha sollevato tutto il popolo contro i ricchi del paese.
IL CARNEVALE DI VENEZIA
Il Carnevale di Venezia, se non
il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita.
Si hanno ricordi delle festività del Carnevale fin dal 1094, in un documento che parla dei divertimenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima.
Il documento ufficiale che dichiara il Carnevale una festa pubblica è del 1296 quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo l’ultimo giorno della Quaresima.
Si hanno ricordi delle festività del Carnevale fin dal 1094, in un documento che parla dei divertimenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima.
Il documento ufficiale che dichiara il Carnevale una festa pubblica è del 1296 quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo l’ultimo giorno della Quaresima.
Tuttavia il Carnevale ha
tradizioni molto più antiche che rimandano ai culti ancestrali di passaggio
dall’inverno alla primavera, culti presenti in quasi tutte le società.
Basti pensare ai Saturnalia latini o ai culti dionisiaci nei quali il motto era “Semel in anno licet insanire” (“Una volta all’anno è lecito non avere freni”).
E' simile lo spirito che anima le oligarchie veneziane e le classi dirigenti latine con la concessione e l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, concedendo loro di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto.
Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali sull’esempio del “Panem et Circenses” latino.
Basti pensare ai Saturnalia latini o ai culti dionisiaci nei quali il motto era “Semel in anno licet insanire” (“Una volta all’anno è lecito non avere freni”).
E' simile lo spirito che anima le oligarchie veneziane e le classi dirigenti latine con la concessione e l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, concedendo loro di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto.
Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali sull’esempio del “Panem et Circenses” latino.
Frasi idiomatiche con la A
Acqua in bocca!
Si dice a qualcuno quando vogliamo che non riveli un segreto
Es: Acqua in bocca, per favore. Non vorrei che qualcuno lo scoprisse!
Alzare il gomito
Bere alcool
Es: Come mai oggi hai una faccia così stanca? Ieri hai alzato il gomito?
Andare con i piedi
di piombo
Muoversi in modo controllato in una situazione difficile.
Es: Non so bene cosa potrebbe succedere quindi è meglio che andiamo con i piedi di piombo.
Muoversi in modo controllato in una situazione difficile.
Es: Non so bene cosa potrebbe succedere quindi è meglio che andiamo con i piedi di piombo.
Aspettare la manna
dal cielo
Si dice a chi si trova in una situazione difficile ma non fa niente per risolvere il problema.
Es: Luca, devi darti da fare! Stai aspettando la manna dal cielo?
Si dice a chi si trova in una situazione difficile ma non fa niente per risolvere il problema.
Es: Luca, devi darti da fare! Stai aspettando la manna dal cielo?
A tutta birra / A tutto gas / A tutto vapore
A gran velocità.
Es: Andiamo di fretta. Forza, a tutto gas!
A gran velocità.
Es: Andiamo di fretta. Forza, a tutto gas!
Avere il prosciutto
sugli occhi
Non vedere cose evidenti.
Es: Per non vedere gli errori di Marco devi proprio avere il prosciutto sugli occhi!
Avere voce in
capitoloNon vedere cose evidenti.
Es: Per non vedere gli errori di Marco devi proprio avere il prosciutto sugli occhi!
Avere autorità in una situazione.
Es: Ti aiuterei volentieri ma non ho voce in capitolo.
Es: Ti aiuterei volentieri ma non ho voce in capitolo.
Per continuare da sola: Siti utili
Tra i siti che ti consiglio, www.oneworlditaliano.com è una miniera di lezioni, video, canzoni, attività per approfondire la lingua.
La stessa cosa si può dire di parliamoitaliano.altervista.org.
Vi
troverai, per esempio, una biografia di Rodari: http://parliamoitaliano.altervista.org/gianni-rodari/
Oppure vi puoi scoprire quanto, agli italiani che viaggiano all’estero,
ancora più che la pizza e la pasta, manchi il bidet: http://parliamoitaliano.altervista.org/il-bidet/
Anche su caffescuola.com
potrai imparare una marea di cose, in modo autonomo, scegliendo le risorse che
preferisci: https://caffescuola.com/download/
Un altro sito fatto molto bene è impariamoitaliano.com, che presenta
tanti video didattici (http://www.learnitalianvideos.com/2016/09/litaliano-nel-mondo.html),
tante canzoni italiane con audio e testo (http://videoclipitalia.blogspot.fr/)
e le frasi idiomatiche http://www.impariamoitaliano.com/frasi.htm
Zanichelli (http://aulalingue.scuola.zanichelli.it/materie/italiano) propone tante lezioni interessanti,
e se ti iscrivi ti manda una parola
al giorno: http://dizionaripiu.zanichelli.it/parola-del-giorno/



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